NOI E LA NOSTRA MENTE

NE PARLIAMO PERCHE' PERDERE IL LAVORO NON EQUIVALGA A PERDERE SE STESSI

ricerca lavoro

 

Prima di tutto occorre assumere l'atteggiamento mentale giusto. E' il presupposto per non abbattersi e stimolare una vera ripartenza.

Non è solo economica, la crisi di cui si parla. Dietro le difficoltà visibili legate al denato, c'è il vissuto di ognuno, il suo equilibrio psichico, il suo mondo interiore. E dietro ai dati che parlano di licenziamenti e di disoccupazione crescente, ci sono persone che perdono, insieme al lavoro, anche qualcosa di più: un pezzo importante della propria identità. Chi va verso la ricerca del primo impiego, chi si laurea e cerca di fare la professione per la quale ha studiato, chi rimane senza lavoro per tagli del personale o per chiusure, capisce in breve che potrebbe non trattarsi di una breve pausa, ma di un tempo lungo, in diversi casi estenuante, di cui non si intravvede una fine, uno stagnante standby che riguarda milioni di persone. Per alcuni si tratta di molti mesi, per altri di anni, non solo senza poter guadagnare ma anche senza potersi sentire attivi, utili, partecipi della società.

L'importante è restare vitali. E' una perdita di ruolo che, nell'uomo un po' più che nella donna (ma le differenze si stanno ormai annullando), col passare del tempo può condurre chi la vive a una scarsa percezione di sè, a uno svilimento della propria personalità e a un atteggiamento depressivo verso la vita.
Che cosa si può fare nel frattempo per proteggersi da un così profondo disagio psichico? E' fondamentale il modo in cui si impiega il tempo. Molti, comprensibilmente, si fanno sopraffare dalla paura, dalla noia, dal senso di precarietà, dal vuoro che occupa le giornate, vivono in costante attesa che la situazione si sblocchi e in questo modo bloccano ancora di più la loro vita. Bisogna invece fare tutto il possibile per immettere in questo tempo degli elementi che siano ricchi di senso per la persona: attività, interessi, letture, relazioni, dalle quali trarre piacere, crescita, consapevolezza. Sono questi, oltre agli affetti ovviamente (che però da soli, non bastano), i ganci che possono tenerci ancorati alla realtà in periodi come questi e mantenerci "vivi dentro" nella difficile attesa. Cerchiamoli: ci aiuteranno a farci trovare pronti al momento giusto.

LA GUIDA PRATICA

SE DIVENTA UN'OSSESSIONE, TROVARE LAVORO E' ANCORA PIU' DIFFICILE

  • Non vivere di colloqui.
    Il periodo in cui si resta senza lavoro non deve diventare solo una stressante rincorsa tra un colloquio e l'altro, altrimenti la qualità della vita si fa davvero molto scarsa. Perciò se da un lato è giusto impegnarsi alla ricerca di una soluzione, dall'altro è necessario diversificare, per impedire alla mente di sviluppare un'ossessione.
  • Resisti a pressioni e senso di colpa.
    Siamo in una società che non accetta chi si ferma, anche se obbligato. Tuttavia bisogna legittimarsi a vivere le cose che piacciono, per quanto possibile, anche quando si è senza lavoro. E' fondamentale non farsi influenzare dalle critiche, dalle pressioni e da chi vuole far sentire in colpa perchè ci si dedica a se stessi nonostante il difficile momento.
  • Non farne uno spettacolo.
    La mancanza di lavoro non deve diventare argomento di conversazione. Evita di esporre a tutti il tuo disagio ma soprattutto non annunciare le date dei colloqui di lavoro. Falli senza dirlo, così che non pendano su di te ansie e aspettative che potrebbero far perdere incisività alla tua azione.

 

PER NON CADERE IN DEPRESSIONE PUNTA SU DI TE

Distogli lo sgardo dalla costante attesa di una novità in campo lavorativo: così le giornate si riempiono solo di ansia e noia. Non ti serve a niente.

Moltiplica le occasioni per seguire i tuoi interessi: letture, attività, relazioni da cui trarre piacere. Ti ancorano alla realtà e nutrono le tue risorse positive.

(tratto da Riza n. 372/2012)

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