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SALUTE

La malattia non è, come si crede, prerogativa degli anziani. Sempre più giovani infatti ne soffrono e tanti non lo sanno neppure...

parkinson

 Secondo i dati più recenti ci sono circa 360 persone ogni 100mila, più o meno lo 0,5 per cento della popolazione, malate di Parkinson. Ma quel che è peggio è la percentuale relativa a chi ha la malattia ma non ha ancora ricevuto la diagnosi: si stima infatti un sommerso pari a circa 10 persone ogni cento abitanti.

Il pensiero comune poi che la malattia di Parkinson sia prerogativa degli anziani è errato. Un malato su quattro ha infatti meno di 50 anni e uno su 10 è sotto i 40. Per questo non devono essere sottovalutati alcuni campanelli di allarme.
"Riuscire a cogliere il Parkinson agli esordi significa cambiare il destino del malato", spiega il professor Fabrizio Stocchi, direttore del Centro Parkinson e disturbi del movimento dell'Istituto di ricerca a carattere scientifico San Raffaele di Roma.
"Ora abbiamo a disposizione farmaci in grado di rallentare il decorso della malattia. Ma vanno prescritti subito per ottenere i benefici migliori".

DEPRESSI SENZA UN MOTIVO APPARENTE
Un segnale di Parkinson, comparso da almeno quattro mesi e non ricollegabile a nessun'altra ragione è innanzitutto la depressione. E' una forma chiamata anedonia che, oltre ai sintomi tipici della forma tradizionale, cioè basso tono dell'umore, senso di vuoto, incapacità di pensare al futuro, causa anche una mancanza totale di piacere, compreso dormire e mangiare. Inoltre i farmaci antidepressivi danno scarsi benefici.
L'altro segnale è il disturvo del sonno. I sogni sono sempre tormentati e in più, la persona urla e si agita fisicamente come se lottasse, tanto da picchiare talvolta chi ha accanto. Al risveglio il sogno è nitido e congruo con i gesti compiuti realmente.

DALLA STIPSI ALLA STANCHEZZA
Può essere un campanello di allarme anche una stipsi ostinatache compare improvvisamente. La pigrizia intestinale è seria, cioè non si va più in bagno più di una volta alla settimana e non si risolve in alcun modo. Inoltre gli esami al colon non rivelano problemi di salute.
Infine non va sottovalutata la mancanza di odorato. Il termine medico è iposmia: i primi odori a perdere di intensità sono proprio i più penetranti, come l'aceto e il caffè.
Attenzione anche a una stanchezza insolita, che perdura e non è giustificata. "Di solito ciò che viene riferito dal malato è un senso di debolezza e di maggior affaticamento, anche se generalmente nel corso della visita medica non si evidenziano deficit di forza a carico dei vari distretti muscolari", spiega il professor Stocchi. "Questa debolezza è avvertita come una difficoltà mai provata prima nell'iniziare ed eseguire i movimenti".

UN TREMORE PARTICOLARE
Ci sono poi i sintomi tradizionali. Il più caratteristico è il tremore. Colpisce all'inizio solo una mano che si muove come se contasse i soldi. In genere si manifesta a riposo, cioè quando la mano è abbandonata in grembo oppure è rilassata lungo il corpo durante il cammino. Fanno parte del corredo dei sintomi anche le alterazioni della calligrafia, per cui si inizia a scrivere con un carattere sempre più minuscolo, della voce che è sempre più flebile e qualche volta rauca, dell'espressione del volto che diventa sempre più statica.
Gli altri sintomi tipici sono la rigidità muscolare e la bradicinesia che si manifestano fin dall'inizio con difficoltà a "mettersi in moto".
Sono caratteristici per esempio i problemi nell'alzarsi dalla sedia o uscire dall'automobile oppure l'impaccio a flettere la gamba mentre si cammina e che porta a trascinarla lievemente. E' tipico anche il rallentamento nel compiere azioni banali come tagliare una bistecca.
Man mano che peggiora la malattia, oltre all'insonnia si manifestano altri disturbi notturni come allucinazioni, incontinenza urinaria, crampi muscolari, intorpidimento alle braccia o alle gambe al risveglio e sensazione di stanchezza al mattino.

DIAGNOSI
Oggi in tutta Italia esistono centri specializzati nella diagnosi della malattia. Vi lavorano specialisti che hanno acquisito l'esperienza per cogliere anche i primi segni del Parkinson. Durante la visita viene eseguito, tra l'altro, un esame neurologico che valuta i movimenti delle braccia e delle gambe e la posizione del corpo quando si sta in piedi. Successivamente, se necessario, possono essere richieste altre indagini

CI SONO TRE STADI

Il primo. Dura più o meno dai cinque ai dieci anni ed è definito "luna di miele terapeutica". In questa fase la malattia è facilmente controllabile con i farmaci.
Il secondo. Comprende i dieci anni successivi quando, nonostante la cura farmacologica, cominciano a manifestarsi difficoltà nel controllo dei sintomi.
Il terzo. Nonostante le correzione terapeutiche, è faticoso riuscire a contenere i sintomi e si manifestano sia disturbi motori sia, in alcuni casi, alterazioni mentali.

(tratto da Come Stai - 12/11)

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